Quattro cose ha detto la tappa del Gavia e del Mortirolo. La prima è che Riccò (foto di tonysherpa – clicca qui per le vedere le altre) è maturo di gambe ma giovane di testa. Due errori drammatici: ieri si è fatto da solo nemica la squadra di Sella e lo stesso vicentino, cioè l’uomo più in forma del Giro, accusandolo di aver aiutato Contador magari per soldi. Oggi sull’Aprica si è fatto scappare Sella e va bene, Simoni e va bene, ma si è fatto infilare come un pollo anche da Rodriguez che gli ha tolto gli ultimi 8″ di abbuono possibili e che invece avrebbe preso conquistando la maglia rosa, come ha dimostrato la volatina dove Riccò ha battuto Contador. Poi ha continuato a girare come una trottola tra tutti cercando di convincere qualcuno a tirare ma non trovando ovviamente nessuno con interesse a farlo. Ha la scusante di non aver avuto una squadra all’altezza dopo il ritiro di Piepoli, ma la sua gestione di corsa ha lasciato ampiamente a desiderare.
La seconda è che se non ci saranno sorprese dagli esami antidoping, il ciclismo italiano ha trovato un altro grande protagonista. Emanuele Sella ha tirato un colpo da finisseur sulla salita dell’Aprica partendo nel falsopiano. Un po’ come Basso fece contro Simoni due anni fa. Sella non va solo sulle montagne ma ha anche un buon passo oltre che grande fondo. L’anno prossimo con allenamenti mirati potrebbe essere un protagonista per la vittoria.
Il ciclismo è più pulito. Si è visto con la bambola che ha preso Di Luca arrivato a 5 minuti da Sella. Non è stata una cotta ma un lento esaurirsi delle energie dopo lo sforzo di ieri sulla Presolana. Qualche anno fa un aiutino per recuperare et voilà il giorno dopo si era di nuovo freschi. Oggi non è più così: finalmente!
La quarta cosa che dice il Giro è che Contador è un campione vero. Si sapeva ma il fatto che alla penultima tappa della corsa nessuno sia riuscito a staccarlo sulla salita del Mortirolo la dice lunga sulle qualità del campione spagnolo che con Andy Schleck rappresenta probabilmente il futuro delle grandi corse a tappe. Speriamo che Riccò possa inserirsi.
Ultima postilla: quella di oggi era il canto del cigno di un grande corridore: Gibo Simoni. E’ probabilmente il suo ultimo Giro d’Italia e ci ha provato tre volte sul Mortirolo a vincere la tappa ed è arrivato secondo dietro solo a un imprendibile Sella. Bravo Gibo.
Ultimmissima: alla fine Bruseghin è terzo sul podio. Complimenti vivissimi: Se Saronni avesse portato una squadra decente invece di mandare tutti i migliori solo da Cunego al Tour forse la storia poteva finire diversamente anche per lui.
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E’ stato davvero un bel giro ed una crono che meritava di essere vista.
Speriamo davvero di non trovare sorprese dalle analisi dei corridori e come ho già scritto sul mio blog … COMPLIMENTI A TUTTI!