Ave Piepoli, ma Cunego?

Vabbé il Tour è ancora lungo. Però la tappa di oggi qualcosa di temo definitivo lo abbia detto: Cunego e Valverde non sono corridori da grandi corse a tappe. Ma come? Se il piccolo principe ha vinto un giro! E’ vero ma evidentemente la sua evoluzione fisica lo porta a privilegiare corse di un giorno o al massimo di una settimana.

Oggi il Tourmalet gli ha fatto troppo male per la salita che è, senza il caldo che di solito c’è sui Pirenei. Il veronese è arrivato a 5,51″ da Piepoli, un secondo davanti a Valverde, ma a ben tre minuti e mezzo dal gruppo di Riccò ed Evans, nuova maglia gialla due secondi davanti a Frank Schleck e quasi sei minuti (5.37″) sul veronese in classifica generale. Insomma per Cunego non ce n’è e non si capisce il motivo. Lui è certamente un corridore pulito e quindi si vede che il suo problema sta nel recupero. Evidentemente correre tutti i giorni in tappe dalla media elevata come al Tour non fa per il suo fisico. Stesso discorso per Valverde: in formissima il primo giorno, praticamente morto il decimo.

Cunego ci regalerà ancora tante soddisfazioni in futuro, ma probabilmente non al Tour ne al Giro. Sei minuti sono davvero troppi con una crono da fare per pensare di vincere e sono tanti anche per puntare al podio. Servirebbe un’impresa, ma in questo momento non sembra nelle gambe di Damiano.

Riccò oggi è stato bravo. Non aveva gambe per attaccare e ha tenuto bene restando con Evans e recuperando posizioni in classifica generale. Inutile starsela a raccontare. In attesa che torni Basso è lui il presente del nostro ciclismo nei grandi giri. Se a nemmeno 25 anni impara anche a correre con intelligenza, non si può davvero chiedere di meglio. Sognare il podio per Riccò è possibile, anche se realisticamente bisogna ricordare che c’è ancora una crono e lì prenderà minuti da molti. Deve crederci, Riccardo, deve lavorare tanto a cronometro e migliorare, perché in giro non ci sono dei fenomeni alla Indurain o Armstrong e quindi i prossimi Tour saranno alla sua portata.

De profundis anche per Valverde e Kim Kirchen, mentre un plauso lo merita il 36enne Piepoli che finalmente ha vinto una tappa al Tour. Applausi anche per lo statunitense Vandevelde. Lo ricordate? Era quello che indossò la prima maglia rosa al Giro di quest’anno. Ebbene si ritrova terzo in classifica generale a 38″ da Evans. Tiene in salita, va bene a crono, è giovane. Insomma, gli statunitensi non avranno trovato un nuovo Armstrong ma l’atleta è molto, molto valido.

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