La notizia arriva all’ora di pranzo. Non si può dire che fosse del tutto inattesa: Riccardo Riccò è stato trovato positivo all’eritropoietina di terza generazione: la cosiddetta Cera (Continous erythropietin Receptor Activator). E’ un tipo di farmaco che non ha ancora avuto il via per la commercializzazione in Italia. Sembra invece che lo abbia in Australia.
Si tratta manco a dirlo di una mazzata. Riccò era sotto controllo dell’agenzia francese dell’antidoping sin da prima dell’inizio del Tour de France, tant’è vero che era stato controllato assieme agli altri due casi di doping sinora acclarati Manuel Beltran e Moses Duenas Nevado alcuni giorni prima della partenza. Il corridore è stato sospeso immediatamente dalla corsa e portato in gendarmeria: la legge francese non scherza.
Peccato, davvero. Ci eravamo illusi, come sa bene chi legge questo blog, di aver trovato un nuovo personaggio in grado di riportare il ciclismo nel cuore di tutti gli sportivi e non solo del solito, nutrito certamente, gruppo di appassionati. Ci eravamo illusi che il suo fosse talento, che la nuova generazione di ciclisti non barasse. Ora il disastro di Riccò va ben oltre lui stesso e la sua squadra ritiratasi dal Tour. E’ il disastro di un’illusione che si infrange. L’illusione che una nuova generazione di ciclisti avesse finalmente capito che questo sport muore di doping. Invece no. Il caso Riccò mette sulla graticola tutti i nuovi talenti e anzi tra gli addetti ai lavori circolano già le battute e il sarcasmo: “Vuoi vedere che Cunego non va perché è l’unico pulito?”. Già, vuoi vedere?
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Che idiota ! Fanno bene a controllare tutti i giorni, e che non si ’stizziscano’ i ciclisti per questo. Si rendano piuttosto conto che così facendo distruggono la passione di una vita di molte persone. Perché devo sempre essere costretto a pensare che quando uno fà un’azione da campione non la faccia per pura capacità atletica ? Perché non posso più esaltarmi di fronte all’”uomo solo al comando” visto che non gli credo più ?
C’è rimasto solo Cunego, come dici giustamente tu. Voglio credere alla sua faccia, a quello che dice sul doping.
Ennesima vergogna italiana,
e pensare che mi aveva quasi convinto che fosse pulito
in galera tutti