Sì, lo so. E’ una provocazione. Biciblog è contro il doping (facile) ed è anche a favore del meglio perdere puliti che vincere emozionando da dopati (e questo è meno facile). Detto questo ci pare proprio che il ciclismo italiano non abbia davvero corridori in grado di vincere grandi giri. Come si sa, da queste parti puntavamo su Riccò. Ci sembrava l’unico in grado di farlo, ma i controlli antidoping ci hanno tolto tutte le illusioni, anche quelle relative al secondo posto al Giro d’Italia, dove i controlli dell’Uci evidentemente si sono dimostrati meno efficaci (per usare un eufemismo) di quelli dell’Antidoping transalpino.
Cunego è un pulcino bagnato. E la sua rubrica sul Giornale conferma la sensazione di un ragazzo bravo, anzi bravissimo, ma che probabilmente non ha le carateristiche per mantenere la brillantezza per tre settimane. E’ intelligente, corre bene, fa quello che deve fare. Ma poi in salita le gambe non vanno più di tanto. E’ vero che ha vinto un Giro e conquistato la maglia bianca al Tour l’anno scorso. Però anche al Giro 2007 e in questo Tour non lo abbiamo mai visto con la cattiveria, la convinzione necessarie a fare quello che deve per vincere. Ci piace Cunego, ma temiamo che, come fece con profitto Rebellin, debba convincersi a virare sulle classiche.
E allora chi ci resta? Nibali è vero futuro da corse a tappe. Anche se così a occhio non ci sembra un fenomeno. Per battere Contador nei prossimi anni non ci resta che attendere Ivan Basso. E qui torniamo al doping. Non ci piacciono i corridori che si beccano le squalifiche. A meno che non facciano come Millar: nomi, cognomi e si diventa paladini della lotta contro il doping. Non la faccio tanto lunga perché quello che penso del neo-corridore della Liquigas l’ho scritto qui. Però è indubbio che solo il corridore di Cassano Magnago sembra ora sulla carta in grado di competere ad armi pari con lo spagnolo, che, visto il livello del Tour 2008, avrebbe fatto certamente doppietta. Il tutto se, se, se, completate voi la frase basta che finisca per doping.
Ha da passà ‘a nuttata per questo sport. Non c’è niente da fare. Per fortuna degli atleti, noi appassionati di ciclismo siamo dei pirla (non come Mourinho) e nonostante il maltempo, nonostante Riccò, nonostante non ci sia uno straccio di italiano in grado di lottare per il podio in questo Tour, siamo in 20mila su a Prato Nevoso a tifare per uno scatto, per una lotta all’ultima pendenza. Proprio dei pirla.
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