Le pagelle del Tour

Sastre: 8 con riserva- Bene, bravo, bravissimo. Però c’è un però. La Spagna vince gli Europei, Nadal vince Wimbledon, Contador vince il Giro e Sastre il Tour. Cosa volete che vi dica. Tutti i giornali hanno scritto che nella famigerata Operation Puerto i ciclisti erano solo una parte della lista dei clienti del dottor Fuentes ed è un fatto che tutte le federazioni d’Europa hanno stangato i propri atleti tranne appunto la Spagna che il problema ce l’ha in casa complice una legislazione inesistente e probabilmente una cultura assecondante. Ora è vero che fino a prova contraria tutti devono considerarsi innocenti. E quindi Sastre si prende un bel 8 in pagella dato che ha vinto e dato che ha fatto l’unica cosa bella (Riccò a parte) di queste tre settimane di corsa sull’Alpe d’Huez. Però ci permettiamo una riserva.
Evans 6 - E’ l’eterno piazzato: due secondi posti al Tour, tre ai mondiali di moutain bike. Significa che è un bel corridore ma non un fuoriclasse. Insomma è un Luca Toni ma non Van Basten. Il che comunque non è poco. Dalla sua ha la scusante di aver affrontato su Pirenei e Alpi lo squadrone Csc da solo. E’ stato sfiancato dai vari Andy e Frank Schleck, Cancellara, Voght e Sastre appunto senza avere un compagno che lo aiutasse (a proposito, e Popovich?). Se non sei Indurain, un fuoriclasse appunto, non ce la fai. E lui non ce l’ha fatta.
Kohl 8 – L’austriaco è il Sella del Tour. Un perfetto sconosciuto che non ha mai vinto nulla che diventa maglia a pois e finisce terzo sul podio. E’ vero che il suo arrivo stremato a Prato Nevoso è uno dei più efficaci spot contro il doping che si siano visti di recente.  Però resta un perfetto sconosciuto che fa terzo al Tour. Anche qui vale la presunzione di innocenza e quindi un bel 8 sperando che sia solo una bella favola.
Cavendish 10 – E’ il vero uomo nuovo del ciclismo. Quattro vittorie al Tour prima di ritirarsi al cospetto delle Alpi. Un gigante dello sprint. Un Tour da incorniciare e tutto lascia pensare che questo fenomeno britannico non si fermerà qui. E’ giovanissimo e vinceva anche da dilettante e da juniores. Un campione.
Menchov 5 – Vabbè era il nostro favorito e ci siamo sbagliati. Vale anche per lui quanto detto sulla squadra di Evans. Però accidenti: indovini lo scatto giusto in salita e scivoli! Denis ci hai deluso un po’. Si rifarà ancora alla Vuelta?
Valverde 6 - Era qui per vincere e finisce nono a oltre 7 minuti. Però ci è piaciuto il suo orgoglio nelle ultime tappe.  Per questo lo salviamo. Però non sembra in grado di vincere un grande giro: tre settimane sono troppe per lui.
Andy Schleck 8 - Lui invece sì che sembra in grado. Certo la perquisizione della polizia alla macchina del padre non aiuta nella fiducia. Ma basta vederlo pedalare questo ragazzo per capire che lui e Contador sono i veri fuoriclasse dei prossimi anni. Se non avesse avuto da fare da balia al fratello (maggiore) Franck ci avrebbe fatto divertire sulle Alpi. Speriamo nel prossimo anno. Peccato che sia alla Csc di Riis.
Frank Schleck 5 – Secondo il quotidiano Sueddeutsche Zeitung (un po’ l’equivalente tedesco de La Repubblica) il tecnico danese della Csc avrebbe portato Franck dal dottor Fuentes. Lui nega e noi gli crediamo, sempre fino a prova contraria.  Però un detto popolare insegna: non si cava il sangue dalle rape. Ora, Frank è un buon corridore ma il fenomeno è Andy: Bjarne non val la pena, credici.
Kreuziger 8 – Che bisogno ha la Liquigas di ingaggiare Basso quando ha questo fenomeno in squadra? Giovanissimo vincitore del Giro di Svizzera (che è una corsa seria) e in grande spolvero al Tour. Al momento è l’unico che vediamo alla pari con Andy Schleck e Contador. Se son rose….
Cunego 5 - Il voto reale sarebbe 3. Però ci è piaciuto Cunego soprattutto nella dignità con cui ha affrontato la sofferenza dopo la caduta e le crisi in salita. Non ha mollato e ha dimostrato di avere rispetto per la corsa e per i suoi tifosi. Abbiamo seguito la sua Rubrica sul Giornale e abbiamo capito che il ragazzo è intelligente e per bene. Gli fa onore il gallone Doping free (”libero dal doping”, da non confondere con Free doping, “doping libero”). Cassani pensa che abbia sbagliato preparazione per migliorare a crono ma che abbia ingolfato il motore in salita. Noi pensiamo semplicemente che per le corse di tre settimane ci sia gente più forte di lui. Ma che festa se Damiano ci smentirà!
Nibali 6 – E’ l’unico dei nostri a finire nei primi 20 a quasi mezz’ora da Sastre. E’ giovane e avrà un buon futuro.
Riccò e Piepoli 1 – Quello che ci fa incazzare è che il ragazzo i numeri ce li avrebbe pure. Su Piepoli che ha iniziato a vincere a 35 anni non crediamo si debba dire nulla, se non che dispiace. L’ennesima favola in frantumi.
Gli altri italiani s.v. – Senza voto. Stendiamo un velo pietoso.

Una Risposta

  1. Secondo me la spiegazione di Cassani sullo scarso rendimento di Cunego è tutt’altro che peregrina.
    Il miglioramento a cronometro c’è stato, e notevole. Ricordiamoci che la prima crono è per specialisti, e lui si è difeso alla grande.
    Niente di più probabile che abbia perso agilità in salita.
    Certo però c’è dell’altro. E qui ci vorrebbe forse lo psicologo, più che l’allenatore.

    Rotterdam 69

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