Ode ai tecnici di laboratorio del Tour

Riccò positivo quattro volte, Piepoli due; beccato anche Schumacher che ora si cuccherà la squalifica olimpica e la causa della Gerolsteiner, che per altro ne ha piene le tasche di questi ciclisti bari e assassini (di questo sport) e ha deciso di piantarla lì e addio sponsor.

Insomma i tecnici del Tour ci hanno messo del tempo ma hanno fatto una strage e ci aspettiamo nuovi botti, magari dalle parti del Lussemburgo, prima o poi…. Una legge ad hoc, investimenti economici in ricerca, personale competente, grande determinazione nella lotta al doping. La Francia detta la linea, non c’è dubbio. Vive la France!

Purtroppo sembra però anche la sola a volerlo fare. Fa specie ricordare che i due della Saunier Duval avevano fatto faville anche al Giro e tutto era andato liscio. Non fossero stati così stupidi e ingordi da volerci provare anche al Tour, saremmo ancora qui a sparare stronzate tipo “il trullo volante” (vero Auro?) e “il cobra” e magari staremmo qui a festeggiare qualche altra vittoria senza vergogna.

Grazie quindi Tour de France. Resta la perplessità: Quando vedremo anche i nostri laboratori braccare questi dannatissimi imbroglioni con la stessa ferocia e soprattutto competenza? Chissa che ne pensano Federazione e Zomegnan….

2 Risposte

  1. Era ora e speriamo prosegua,comunque comincerei ad approfondire i controlli anche nell’ambiente amatoriale……..se ne vedrebbero delle belle,speriamo succeda,,,avanti così…

  2. Bravi questi Monsieur.Come mai non sono stati così severi anche con Lance Armstrong.Come mai l’Uci permette ancora ad un ciclista che deve assumere medicinali che sono dopanti per gli altri?
    Un professionista serio avrebbe già detto GRAZIE DI TUTTO e arrivederci.

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