E va bene, Basso ha vinto il Trentino, Di Luca l’ultima tappa dello stesso Giro e Rebellin la Freccia. E oggi c’è la Liegi. Però bisogna dire che non sono tutte uguali. Cosa volete che vi dica? Che ci si dimentica l’ombra del doping su questi campioni e tutti amici come prima? No, sorry! Troppo facile così.
Poi per carità, su Di Luca nonostante il gossip che da anni lo perseguita fanno fede le assoluzioni, su Rebellin pure. Su Basso invece c’è stata la condanna, una pena scontata e ora il ritorno alla vittoria di un corridore che è vero che è stato zitto e muto, ma ora pubblica sul suo sito tutti i valori e gli allenamenti. Poi magari ti frega lo stesso, ma onestamente non si può essere più trasparenti di così. E quindi nonostante noi si resti dell’opinione che senza radiazioni a vita non si esca dal tunnel, la vittoria di Basso va salutata con piacere. Un po’ come quando un detenuto dopo essere stato in carcere riesce a rifarsi una vita onesta: è una buona notizia per tutta la società. Se Basso torna a vincere e si mantiene pulito è uno spot per il ciclismo. In fondo lo insegna anche il Vangelo: per il ritorno del figliol prodigo si fa festa.
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Rebellin ? Che figura di cacca che ha fatto ! Il mio amato ciclismo ridotto a una cronaca giudiziaria.
Per quanto riguarda Basso farò davvero molta fatica a tifare per lui al giro, così come farò molta fatica a tifare per chiunque. Sembra un secolo fa che mi esaltavo per il ritrovato amore per questo sport grazie alle prove di Riccò. Che delusione continua…