Rebellin, parliamone!

La notizia della Cera a Pechino lo ha fatto cadere dalle nuvole e quindi ha chiesto le controanalisi. Certo è che il corridore nega: “Non ho fatto nulla” ma con i video pubblicati da Repubblica è difficile credergli. Si tratta ovviamente di un altro processo e questi video, prodotti da intercettazioni ambientali dei Nas,  furono giudicati inammissibili dalla corte per vizi procedurali e quindi non validi ai fini del processo. E difatti Rebellin fu assolto. E’ però possibile ignorarli se addirittura finiscono su internet? Quello che fa più incazzare non è il corridore, che evidentemente sa che non può farne a meno, non è nemmeno la moglie che in teoria dovrebbe avere a cuore in primis la salute del suo amato più delle vittorie (ma questi sono affari di Rebellin), ma è il medico, che difatti è stato condannato a 14 mesi con la condizionale. Ma quale condizionale? Se ci vuole la radiazione a vita per ogni singolo ciclista che viene beccato la prima volta a barare, lo stesso deve valere per i “dottori”: galera vera e radiazione. Nemmeno più un’aspirina devono poter prescrivere!
Tornando a Pechino c’è davvero da farsi cadere le braccia. Noi lo avevamo scritto nel post qua sotto che le vittorie non hanno tutte lo stesso valore.  Siamo stati uccelli del malaugurio e ce ne dispiace. MA non è difficile di questi tempi e con questo ciclismo.  A proposito, il Giro farà gli stessi controlli sulla Cera che sono stati fatti a Pechino. Speriamo di no! Altrimenti il risultato vero della classifica Generale lo avremo ad andar bene per Natale. Meglio se prendono esempio dal Tour: Riccò dopato, beccato, cacciato. Subito. Vedremo.
Per Rebellin niente Giro ovviamente.  Le controanalisi ci saranno a fine maggio, nei laboratori francesi di Chatenay Malabry e quindi anche il Procuratore Torri ha deciso di rimandare l’incontro con il corridore dopo quella data. Certo che per il 38enne veneto una squalifica sarebbe letale. Ha una età che ormai gli consente di dire “quel che ho dato ho dato”, non gli costerebbe nemmeno molto in termini di soldi fare quello che altri non hanno avuto il coraggio di fare: vuotare il sacco. Al limite si brucerebbe un anno di carriera, ammesso che riesca a venirne fuori pulito anche stavolta, almeno sotto il profilo giudiziario.
Purtroppo quello del nostro adorato ciclismo è un mondo corrotto, fatto di uomini corrotti e gestito da dirigenti quantomeno incapaci per non dire conniventi. Non se ne esce senza un commissariamento su scala mondiale che decida un colpo di spugna sul passato ma con in cambio la tagliola della radiazione a vita per il futuro. Per tutti: corridori, dirigenti e medici. Le mogli? A ciascuno la sua.

2 Risposte

  1. alcune domande :
    Rebellin è stato squalificato per la cera a Pechino ?
    Questi video girano da alcuni anni, perché prima della positività di Pechino , i giornali che adesso lo infangano lo hanno esaltato ?
    Una cosa è certa…se c’era Rebellin a Mendrisio ( Mondiali 2009 ) si vinceva.

    • Lorenzo, hai perfettamente ragione ad accusare i giornali (non tutti per la verità) che lo hanno esaltato prima e massacrato poi. Il fatto è che c’è una grande ipocrisia e che purtroppo il peana dell’esaltare il campione fa vendere copie. Non credo poi nemmeno che in questo paese di illegalità diffusa, l’idea del doping turbi più di tanto. In genere noi italiani siamo indulgenti. Per quanto riguarda Mendrisio, discorso doping a parte, io più che un Rebellin 39enne rimpangerei un Di Luca con 6 anni di meno.

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