L’australiano Cadel Evans è il nuovo campione del mondo. Lo ha non meritato, strameritato. Un corridore esemplare, MAI chiaccherato per il doping, mai una squalifica, uno che umanamente si è anche preso le sue belle cotte che gli sono costate Giri e Tour. Lui sì un vero esempio per i giovani (NON come Scarponi, vero Silvio Martinello?*). Oltretutto è stata l’Australia a lavorare per mettere una pezza al ritardo dal gruppone dove c’erano Ballan e Rodriguez, poi ottimo terzo. Insomma complimenti vivissimi! Inoltre grazie alla tv svizzera abbiamo scoperto che Cadel parla anche un ottimo italiano, è mai possibile che i nostri valorosi giornalisti della Rai non ci abbiano mai fatto sentire la sua voce? Misteri. Forse è semplicemente troppo persona normale, meglio continuare a sbavare dietro ai Cipollini…E gli azzurri?
Cunego stavolta non ce l’ha fatta. L’Italia ha corso pensando con presunzione di essere la più forte. Invece s’è visto nel finale che Cunego era da solo in mezzo a tre spagnoli (tra i quali un vergognoso Valverde, che per fortuna dell’Uci e del ridicolo che avrebbe coperto questo sport già esageratamente oltraggiato, non ha vinto). Pozzato e Basso hanno tirato qualche chilometro per Cunego, ma il grosso del lavoro lo hanno fatto Visconti, Scarponi e Paolini. Certo la distanza di 260 e passa chilometri era esagerata e le trentotto salite alla fine sono risultate massacranti. La cosa probabilmente più giusta l’ha detta Pozzato alla fine: nello sport esistono anche gli altri e le gare o si vincono o si perdono.
* Piccola spiegazione. Silvio Martinello durante la diretta, per elogiare l’effettivamente ottimo lavoro del prode Scarponi, ha detto testualmente che “è di esempio ai giovani”. Ma stiamo scherzando? Scarponi è reduce da un anno e mezzo di squalifica per il suo coinvolgimento nella Operation Puerto, come si legge qui. Ora ha pagato, ha fatto una grande stagione ed ha meritato la maglia azzurra. Ma sostenere che sia lui da esempio per i giovani è davvero eccessivo, anche perché il Silvio nostro non aveva in mente di parlare della santità della redenzione in quel momento. Ecco la dimostrazione pratica di quello che si chiama “problema culturale”.
Peccato, perché Martinello sul finire della sua luminosa carriera, aveva anche detto parole chiare contro il doping, come si evince da qui. Ma questa gaffe è troppo clamorosa per non essere notata, almeno da chi come Biciblog considera il doping la peggiore iattura possibile per il ciclismo e lo sport in generale.
Per una cosa del genere alla tv pubblica di un paese civile scoppierebbe uno scandalo. Chissà se il direttore dello sport Rai se ne sarà accorto. E se almeno gli manderà una email…
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