Beccato anche Contador
Il nuovo Principe del ciclismo mondiale è stato beccato dall’antidoping del Tour ad un controllo del 21 luglio. Stavolta si tratta di clenbuterolo, uno stimolante che se preso in quantità può anche avere effetti letali. Il buon Alberto dice di aver mangiato un filetto non proprio allevato secondo criteri slow food e che quindi l’anabolizzante era dentro la carne. E porta a sostegno della sua tesi il fatto che la quantità ritrovata nel suo sangue sia minima. Ora sono in corso le riunioni tra Wada e Uci per decidere il da farsi. Intanto è stato sospeso. Lui la spiega così: “Il giorno prima ho mangiato la carne proveniente dalla Spagna (ma guarda un po’). Mi ero sottoposto ad altri controlli i giorni precedenti e ne ho subiti altri dal giorno dopo e mai più è stata riscontrato altro. Questo è un aspetto completamente a mio favore. Perché è impossibile somministrare una quantità così piccola, che oltre tutto è insignificante per produrre un vantaggio nel rendimento fisico: non serve a niente, lo dice qualunque esperto”.
Gli crederanno? E soprattutto: gli crediamo? Ovviamente no. Il giochino del doping nel ciclismo è tanto semplice quanto vecchio come il mondo: guardie e ladri. Tu fai il furbo finché ti becco. Il ladro per non farsi beccare ne inventa sempre di nuove. E le guardie giù a rincorrere. Secondo i regolamenti del ciclismo non esiste una quantità minima di clenbuterolo tollerabile. Se ti baccano sei squalificato. Fine della storia. Certo, è vero che in zootecnia verrebbe usato per le sua qualità anabolizanti. La sostanza nel sangue del campione è presente in dosi davvero minime. Forse dopo aver evitato l’Operation Puerto, Contador riuscirà a dimostrare la sua innocenza anche stavolta.Staremo a vedere che succede.
Adesso sembra che quello che hanno trovato sia “plastica” nel sangue !
Non credo più a nessuno.